Occhio al 3° Polo          Occhio al 3° Polo II parte          Curiosità          Top ten

 


Senza comizi né candidati, ma con tanta paura
L’IRAQ SCEGLIE IL SUO FUTURO
Lo strano voto tra scrutatori in incognito e candidati segreti



    Il 30 gennaio, 14 milioni di iracheni sono stati chiamati a votare per decidere sul loro futuro.
Alle urne, hanno eletto i componenti dell’Assemblea nazionale: 275 persone che a loro volta, dovranno nominare un governo molto rappresentativo dei gruppi che vivono in Iraq: Sanniti, Sciiti, Curdi.
In questo modo proseguirà il cammino della democrazia in quelle terre piene di guerra, grazie anche all’approvazione di una Costituzione.
Quelle, però, sono state elezioni difficili ed estremamente strane: difficili perché in quei territori vige una guerra quotidiana; strane perché, prima di tutto, non ci sono stati comizi elettorali nelle piazze (“Non è bello ricevere una pallottola in testa…” ha sussurrato qualcuno), poi perché la lista dei candidati è stata in parte segreta: i gruppi ribelli che in Iraq si oppongono alla democrazia hanno minacciato di uccidere elettori, candidati, eletti e scrutatori.
Andare a votare in quei posti sarebbe come chiedere a qualcuno di uccidersi, ma per gli iracheni è molto importante: bisogna decidere tra repubblica o dittatura! Comunque, i soldati stranieri (soprattutto americani) assicurano di proteggere ogni centimetro degli 8 mila seggi in tutto l’Iraq e di scortare fedelmente ogni singolo elettore.

Salamina Pietro - Sansò Marco
    

Immagine tratta da: LA REPUBBLICA Mercoledì 2 Febbraio 2005 - Vignetta: Passaseo Giulia