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La
scelta della continuità
(Ovvero:
Il docente organizza
apprendimenti inseriti in un processo evolutivo caratterizzato da coerenza.)
L’istituto accoglie alunni di età compresa tra i 3 ed i 14 anni, una fascia di
età molto ampia, nel corso della quale gli alunni passano da un ordine di scuola
ad un altro per ben due volte. Le indicazioni per il curriculo individuano per
ogni ordine di scuola dei Traguardi da raggiungere ed elaborano i “traguardi”
delle tappe intermedie, riferiti alle varie fasi di crescita.
Sono state individuate:
·
Una tappa nella scuola dell’infanzia;
·
Tre tappa per il Primo Ciclo (scuola Primaria e Secondaria.)
·
Nella prospettiva della continuità verticale i momenti cui fare attenzione sono:
·
Il passaggio dalla Scuola dell’infanzia alla Scuola Primaria, anche per effetto
o
dei possibili anticipi .
o
La formulazione di un “Profilo” in quella fase può essere un utile elemento
informativo sul livello di maturità raggiunto dal bambino, nato nel periodo
settembre – aprile, che la famiglia volesse iscrivere alla prima classe di
scuola primaria.
·
Il passaggio dal primo al secondo biennio della scuola primaria, quando si
introduce l’insegnamento delle discipline in maniera più formalizzata.
·
Il momento conclusivo, nella scuola secondaria, quando l’adolescente effettua le
prime scelte consapevoli che orientano il percorso di vita.
La scelta dell’unitarietà.
(Ovvero:
Il docente privilegia
apprendimenti unitari, significativi sul piano tematico ed incisivi sul piano
concettuale e disciplinare, che favoriscano la crescita complessiva.)
La scelta dell’unitarietà
ha lo scopo di:
·
coinvolgere globalmente l’alunno nell’esperienza di apprendimento organizzata
dalla scuola
·
perseguire la crescita armoniosa dell’alunno in tutte le direzioni dello
sviluppo
·
utilizzare in ciascuna esperienza conoscitiva il maggior numero possibile di
abilità dell’alunno
·
far percepire all’alunno ogni nuovo sapere come integrato e integrabile con le
precedenti
conoscenze
Per
questo i docenti concordano l’oggetto, la modalità ed il succedersi degli
interventi attraverso la progettazione di una griglia iniziale contenente due
elementi che sono i punti di riferimento concordati per ciascun docente del
team:
·
l’apprendimento unitario
·
l’eventuale
tematica ed il concetto e/o processo cognitivo attivati
La
scelta della differenziazione
(Ovvero:
Il docente rispetta le
esigenze e le caratteristiche di ogni età e di ogni alunno)
1.
Differenziazione nella metodologia ed i laboratori:
Il termine laboratorio ha
diverse accezioni:
-
Laboratorio come luogo mentale dove esercitare curiosità e acquisire abilità
operative: è il significato prevalente nella scuola dell’infanzia.
-
Laboratorio come metodo: è l’accezione più appropriata per gli alunni di
scuola primaria, dove l’apprendimento è più efficace se diretto e operativo.
-
Laboratorio come spazio attrezzato: è il significato considerato più
adeguato per gli alunni di scuola secondaria, dove la conoscenza è un
processo più maturo e può avvenire attraverso una mediazione (computer,
attrezzo o strumento scientifico…)
2.
Differenziazione degli aspetti organizzativi
Per non
ulteriormente rivoluzionare gli assetti che, nostro malgrado, sono stati
sconvolti dal decremento di organico, avendo adottato l’orario di 30 ore (scelta
dei genitori, h. 8.30 – 13.30, tutte le classi, compreso il sabato),
l’organizzazione didattica prevede:
§
in 1° - 2° - 3° - 5° un insegnante prevalente che lavora 16 - 18 - 20 ore a
seconda delle classi. Il completamento del tempo scuola è assicurato da:
-
Insegnante 1°: 2 o 4 ore.
-
Insegnante 2°: 5 ore.
-
Insegnante di L2: 1 ora nelle classi prime – 2 ore nelle classi seconde
- 3 ore nelle
classi terze, quarte, quinte.
-
Insegnante di RC: 2 ore
Quattro
insegnanti su tre classi seguono l’organizzazione modulare.
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